Impianto endosseo osteointegrato

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Con la chirurgia implantare

Più Sicurezza..Più Durata..Meno Tempo

Impianto endosseo osteointegrato

Gli impianti endossei osteointegrati sono radici artificiali in titanio di diverse lunghezze e forme che vengono inseriti nella struttura ossea del mascellare superiore o inferiore.

Atteso un determinato periodo di tempo di guarigione si integrano in essa.

Il titanio con cui sono realizzati gli impianti è altamente purificato e biocompatibile quindi tollerato dall’organismo umano.

Le fasi di intervento per l’inserimento e la protesizzazione di un impianto si possono suddividere in 3 punti:

  • Apertura della gengiva e posizionamento dell’impianto
  • Controlli periodici per un periodo di tempo necessario per l’osteointegrazione (processo di integrazione nella struttura ossea) tra 3-6 mesi al termine del quale si riapre la gengiva e si inserisce un moncone costituito da un cilindro in titanio che emerge dal margine gengivale.
  • Realizzazione della manufatto protesico corona in ceramica o in altri materiali che viene avvitata o cementata sul moncone in titanio

L’importanza dell’igiene domiciliare nel paziente implantare

A cura di Dr Piazza B.

Un impianto osteointegrato può essere posizionato sia per sostituire i denti che per fornire una base stabile che trattenga o sostenga una protesi fissa o rimovibile. Il successo di un impianto può dipendere da molti fattori includendo in particolare la comprensione e l’abilità del paziente nella cura diretta quotidiana delle protesi e dei tessuti molli circostanti.

Le tasche che circondano i denti con problemi parodontali si comportano come serbatoi naturali e di patogeni paro dentali e dalle tasche colonizzano i tessuti che circondano l’impianto.
Per questo è di grande importanza, prima di inserire gli impianti, che il parodonto venga curato e portato in condizioni di buona salute. Il controllo dell’igiene orale del paziente deve cominciare prima della fase chirurgica di inserimento dell’impianto e deve proseguire per tutte le fasi del trattamento.


La perimplantite
La perimplantite è un infiammazione del tessuto che circonda l’impianto e che può provocare la perdita e quindi il fallimento dell’osteointegrazione dell’impianto.

E’ possibile prevenirla?
Per prevenire questa patologia il paziente deve eseguire e rispettare le correte tempistiche dei richiami consigliati dal dr igienista e detergere in maniera efficace e costante le superfici implantoprotesiche.

Quali sono gli strumenti di pulizia domiciliare?
Il dr igienista vi mostrerà come riuscire a tenere pulito correttamente tramite:

  • Una tecnica di spazzolamento efficace
  • L’utilizzo del filo interdentale al di sotto dei ponti e nella pulizia delle protesi su impianti
  • L’utilizzo dello scovolino tra impianti singoli e denti naturali o in zone di difficile accesso.

L’implantologia dentale consiste nell’inserimento nell’osso mascellare o mandibolare di viti implantari che una volta integrati nell’osso potranno supportare un dente artificiale idoneo a svolgere la sua funzione. Nella maggioranza dei casi l’intervento di implantologia non è doloroso e presenta una percentuale di successo molto levata; tuttavia non devono sottoporsi all’intervento i pazienti:
• con uno scarso tenore di igiene orale poiché l’osso di sostegno implantare è particolarmente vulnerabile alle infezioni;
affetti da diabete, disturbi della coagulazione,osteoporosi o sottoposti a radioterapia;
• se in gravidanza esclusi temporaneamente;
bambini o adolescenti con una crescita ossea non ancora terminata;
• affetti da malattie cardiovascolari o portatori di protesi valvolari salvo consenso del cardiologo.L’intervento di implantologia viene eseguito in anestesia locale, o se richiesto attraverso una blanda sedazione: si esegue una piccola incisione sulla gengiva,si inserisce l’impianto nell’osso e si richiude la gengiva con una sutura al di sopra di esso. Le viti implantari sono in titanio, trattati per favorire l’osteointegrazione e la resistenza, annullando completamente la possibilità di corrosione e rigetto. Dopo un periodo che va dai 3 ai 6 mesi si procede alla seconda fase chirurgica che prevede, sempre in anestesia locale, un’ulteriore incisione sulla gengiva per “scoprire” l’impianto, cioè rimuovere una piccola vite tappo sulla testa dell’impianto ed inserita una nuova che servirà a guidare la corretta guarigione della gengiva.Dopo un’ulteriore periodo di 2-3 settimane si potrà procedere alla presa delle impronte e alla fabbricazione della corona definitiva costruita in materiale idoneo. L’impianto dentale riprodurrà lo stimolo funzionale tipico della radice naturale sull’osso mantenendo
forma e anatomia: è possibile ottenere un successo implantare di 15-20 anni eseguendo periodicamente i controlli e una corretta igiene orale.