Innesti ricostruzioni ossee

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Innesti ricostruzioni ossee

A cura di Dr Esti S.

La maggior parte delle procedure di innesto osseo viene eseguita per riportare il volume osseo allo stato originario.
La perdita ossea può essere dovuta a molteplici cause:

  • In seguito alla perdita di denti, in quanto l’altezza e lo spessore dell’osso si può ridurre a causa dell’assenza di carico meccanico
  • Patologie gengivali
  • Traumi ad esempio un incidente
  • Un’infiammazione delle gengive e dell’osso mascellare e mandibolare dovuta alla placca batterica (parodontite).


Il ripristino e il mantenimento della struttura ossea facciale risulta quindi importante per diverse ragioni:

  • Un volume osseo adeguato è essenziale per assicurare la stabilità a lungo termine di denti e impianti.
  • Un volume osseo adeguato è fondamentale al fine di garantire la salute e l’estetica di denti e gengive
  • La mandibola e altre ossa facciali sostengono anche la pelle e il muscolo, responsabili dell’aspetto estetico. Senza il supporto dell’osso sottostante, il volto può apparire più vecchio prima del tempo

Per ottenere risultati ottimali, molte procedure odontoiatriche, come l’inserimento di impianti, richiedono che l’osso sia il più simile possibile a quello originario in termini di dimensioni e qualità.
Nella nostra struttura l’osso viene generalmente ricostruito con la tecnica “a blocco”.
Questa tecnica viene effettuata mediante una TAC che in implantologia è diventato un esame pressoché di routine, in quanto l’unico realmente in grado di fornire dati significativi sulla qualità dell’osso, morfologia delle strutture anatomiche e visione tridimensionale dei mascellari.
Dai dati di un esame TaC dei mascellari è quindi possibile ottenere dei modelli tridimensionali in un materiale plastico. I modelli 3D vengono poi utilizzati per la modellazione degli innesti di osso e gli stessi vengono avvitati sul modello.

Terminato il lavoro, i modelli con gli innesti vengono riposti in busta sterile che sarà riaperta solo quando verrà visto il paziente per la vera fase chirurgica in cui gli innesti pre modellati saranno svitati dal modello e avvitati sul sito ricevente del paziente.
Questa tecnica consente di ridurre drasticamente i tempi operatori sul paziente, in quanto il lavoro più lungo viene effettuato sul modello 3D.


Rigenerazione ossea guidata (GBR)

E’ la tecnica chirurgica che permette la neoformazione di osso in quelle sedi anamtomiche che presentano difetti o atrofie verticali,orizzontali o combinate, ripristinando un volume osseo idoneo al posizionamento di impianti osteointegrati secondo i canoni di funzione e forma che codificano il concetto di “protesicamente guidato”.
Le basi biologiche della regenerazione ossea guidata consistono nel creare uno spazio contiguo al tessuto osseo che possa contenere un coagulo di sangue protetto ed isolato in modo stabile dal tessuto gengivale. L’isolamento viene attuato mediante l’utilizzo di membrane barriera semi-permeabili capaci di impedire selettivamente la migrazione dal tessuto gengivale di cellule in grado di interferire con il processo osteogenetico (di formazione osso).


Membrane

La membrana agisce come una barriera selettiva che impedisce fisicamente la crescita di tessuto fibroso (tessuto gengivale), senza ostacolare l’apporto ematico che, grazie ad un adeguata vascolarizzazione, permette alle cellule osteogenetiche originate dall’osso di rigenerarsi, colmando lo spazio vuoto.
Per assolvere al compito stabilito la membrana deve avere una serie di requisiti strutturali :

  • Deve essere costituita da materiale biocompatibile (tollerabile dall’organismo umano), per non innescare processi flogistici (infiammatori) locali: ciò consentirà una guarigione dei tessuti, integrando la membrana stessa nel processo al fine di creare un sigillo esterno.
  • Deve possedere caratteristiche di superficie tali da impedire il passaggio di tessuto connettivo fibroso al di sotto e proteggere dal rischio di contaminazione batterica
  • Deve avere caratteristiche di superficie di permeabilità selettiva che impediscono il passaggio cellulare ma consentono lo scambio di nutrienti.

Esistono sia membrane riassorbibili che non riassorbibili le seconde sono le più utilizzate e documentate. Sono costituite da politetrafluoretile espanso (e-PTFE), un materiale che garantisce le caratteristiche descritte sopra.
La membrana in e-PTFE ha una porzione interna che impedisce il passaggio cellulare e fornisce la rigidità richiesta e una esterna porosa per favorire la crescita dell’osso sottostante.
Alcune di queste membrane hanno al loro interno delle sottili lamine in titanio che agiscono come mantenitori di spazio per sviluppare un “effetto tenda” fondamentale per ottenere la rigenerazione desiderata; lo svantaggio di questa tipologia di membrane è quello di richiedere un secondo intervento per la rimozione e quindi di andare incontro alla potenziale possibilità di esposizione delle stesse con rischi di infezione e interruzione del processo di rigenerazione ossea.