Ortodonzia e postura

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Denti disallineati? Problemi mandibolari?

ortodonzia e gnatologia in soccorso a queste problematiche

Sistema stomatognatico nel contesto posturale

Direttore Settore Ortodonzia Prof. Dr. Stefanelli G.

Laurea in Medicina e Chirurgia presso Università Statale di Milano nel 1978. Odontoiatra dal 1982 con particolare attività in campo gnatologico, ortodontico e posturale. Master in Applied Kinesiology nel 1990. Docente di corsi di perfezionamento sul tema gnato-posturale presso varie università italiane.


Cos’è la Postura?

Possiamo definire la postura come la nostra capacità di mantenere l’equilibrio al massimo del confort e con il minimo dispendio di energia, interagendo con l’ambiente che ci circonda.

In realtà si tratta di un sistema molto complesso formato da una serie di sottosistemi definiti “recettori” (occhio, orecchio, bocca, piedi e pelle oltre a corpuscoli situati all’interno di muscoli, articolazioni e viscere) che raccolgono le informazioni dall’esterno e dall’interno del nostro corpo e li inviano al sistema nervoso, sorta di “computer centrale”.
Il sistema nervoso elabora i programmi che ci permettono di mantenere l’equilibrio mentre siamo fermi in piedi o seduti, mentre camminiamo o corriamo, in definitiva , mentre lottiamo contro un avversario invisibile ma potentissimo: la forza di gravità.

Se anche uno solo dei recettori non funzionasse correttamente tutti gli altri ne risentirebbero ed il nostro corpo cercherà sistemi di compenso per adattarsi alla nuova situazione. Fino a quando gli adattamenti si mantengono in un certo limite, definito come “soglia individuale di resistenza allo stress” di qualsiasi natura esso sia (fisico, alimentare, psichico)il sistema compensa bene, anche se appaiono lievi disturbi di carattere periodico e saltuario. Se il problema è trascurato e si cronicizza o la soglia di adattamento si abbassa (anche a seguito di un semplice indigestione), all’improvviso compare un fastidioso mal di testa, una riduzione della vista, una sensazione di vertigine, un dolore o un rumore all’articolazione della mandibola con difficoltà ad aprire la bocca o a masticare, oppure un dolore alla spalla al ginocchio o alla schiena. Si potrebbero elencare tutti i sintomi che purtroppo ben conosciamo e per cui di volta in volta ci si rivolge a medici specialisti diversi (oculista, otorino, dentista, ortopedico), ognuno dei quali prescrive esami diagnostici precisi e relative terapie.

Per alcuni sintomi i risultati tardano a venire o i sintomi si ripresentano più gravi. Perchè?

La risposta a questa domanda rivela lo snodo della medicina moderna. Oggi infatti si è sempre più specializzati e si dispone di apparecchiature che permettono diagnosi sempre più particolari, di farmaci e di tecniche chirurgiche sempre più potenti. Ciò è sicuramente positivo ma purtroppo ha anche come conseguenza che la terapia sia diretta più verso la cura del sintomo, smarrendo il concetto di unitarietà e di globalità del corpo umano.

Ebbene lo studio della postura rappresenta la significativa opportunità per i medici di confrontarsi, di riscoprire un approccio globale e sopratutto di offrire al paziente la possibilità di individuare le sue problematiche prima che queste divengano patologie croniche per cui un riequilibrio posturale risulterebbe insufficiente. In definitiva, si tratta di praticare quella “Prevenzione di malattia” da più parti auspicata ma che non sempre è di fatto attuata!


Il ruolo dell’Ortodonzia

Il dentista ed in particolare l’ortodonzista (cioè chi si occupa del corretto allineamento dei denti) può svolgere un compito molto importante in senso preventivo. L’organizzazione posturale parte dal cranio ed inizia già nell’utero materno. E’ la crescita cranio-facciale che determina la posizione della testa nello spazio; e dalla testa partono tutti i messaggi per una corretta postura. L’occlusione dei denti e tutte le funzioni della sfera oro nasale (respirazione, deglutizione, masticazione) hanno perciò un’importanza fondamentale per l’equilibrio posturale.

Un bambino che respira male con il naso (per riniti, ipertrofie dei turbinati o deviazioni del setto, adeno tonsilliti frequenti) o che non deglutisce correttamente (deglutizione atipica da allattamento artificiale, suzione del dito, uso prolungato del succhiotto) o che non mastica bene, non sviluppa un‘occlusione dentale corretta e di conseguenza una buona postura.
Così appaiono le prime alterazioni della colonna vertebrale (iperlordosi, dorso curvo, atteggiamenti scoliotici), delle ginocchia (valgismo, varismo), dei piedi (piatti o cavi)…

Una visita precoce, intorno ai 3-4 anni, permette all’ortodonzista di evidenziare le disfunzioni e di correggerle spesso con interventi di impatto ridotto, ma di fondamentale importanza per la futura salute del bambino.

In caso contrario qualora la malocclusioone si fosse instaurata, è necessario in genere fare ricorso ad apparecchiature ingombranti, ma sempre con attenzione all’equilibrio posturale ed in caso avvalendosi del consulto e dell’intervento di altri specialisti del settore.

In conclusione va sottolineato che non bisogna andare dal dentista solo perchè i denti fanno male oppure sono strorti e l’estetica del sorriso non soddisfa, ma anche perchè un professionista adeguatamente preparato ed aggiornato è in grado di svolgere una prevenzione che riguarda la salute dell’intero organismo.