Ortodonzia e gnatologia

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Denti disallineati? Problemi mandibolari?

ortodonzia e gnatologia in soccorso a queste problematiche

Ortodonzia e gnatologia

Direttore Settore Ortodonzia Prof. Dr. Stefanelli G.

Laurea in Medicina e Chirurgia presso Università Statale di Milano nel 1978. Odontoiatra dal 1982 con particolare attività in campo gnatologico, ortodontico e posturale. Master in Applied Kinesiology nel 1990. Docente di corsi di perfezionamento sul tema gnato-posturale presso varie università italiane. Scarica il Curriculum Vitae completo cliccando qui


L’ortodonzia intercettiva racchiude in se l’approccio ortopedico nella fase evolutiva della persona. L’obiettivo del trattamento intercettivo è quello di direzionare la crescita ossea nella prospettiva di ridurre al minimo i tempi di una eventuale terapia ortodontica fissa o di rendere quest’ultima addirittura non necessaria. Il trattamento precoce in fase di crescita riferito ad ossa mascellare e/o mandibolare, morsi crociati laterali e anteriori, morsi profondi o beanti etc. se effettuato in età infantile o pre adolescenziale è risolutivo di problematiche non affrontabili con la sola ortodonzia fissa, nel rispetto pieno delle strutture muscolari e parodontali.

L’idea che quella o questa tecnica terapeutica sia la migliore in assoluto è ormai sorpassata, in quanto non sono i pazienti ad adattarsi ad una tecnica particolare ma sono gli apparecchi e le molte tecniche esistenti che, a seconda della diagnosi e secondo sequenze stabilite dalle priorità terapeutiche, si applicano da sole o in combinazione tra loro.

Ogni apparecchio va studiato ed utilizzato come fosse un farmaco con qualità ed effetti indesiderati.

Le indicazioni terapeutiche e le controindicazioni vanno conosciute bene e solo l’esperienza del professionista serio e competente fa sì che la sua applicazione lo renda adatto al singolo paziente.

E’ chiaro che alla base deve esserci l’accurata diagnosi dentale e scheletrica effettuata attraverso il tracciato cefalometrico, ottenibile con una teleradiografia completa del cranio e delle prime vertebre cervicali. Diagnosi integrata da un inquadramento clinico il più preciso possibile, nel rispetto delle variazioni individuali.
(Cefalometria : studio delle varie forme dei profili facciali e delle strutture ossee che costituiscono il cranio che si esegue in base ad esami radiografici Teleradiografie).

L’ortodontista intercettivo funzionale propone quindi soluzioni che portano direttamente a gestire la causa della malocclusione e questo richiede dei tempi di medio lungo periodo oltre che una ottima collaborazione e motivazione del piccolo paziente.
Il piano di cura di ortodonzia intercettiva funzionale deve essere rispettoso dei tempi biologici stessi di recupero verso la posizione indotta dall’apparecchio.


Ortodonzia Fissa

La terapia ortodontica fissa si applica sulla dentatura permanente, definitiva a seguito della permuta dei denti decidui. Possiamo individuare 3 periodi di terapia:

  • Allineamento
  • Modifica del piano occlusale (piano occlusale è una linea che unisce due punti detti punto occlusale anteriore e posteriore ed un parametro di base per la valutazione diagnostica)
  • Contenzione (placche rimovibili, mascherine rimovibili ricavate su impronte delle arcate dentarie alla fine della terapia con apparecchio fisso)

L’ortodonzia fissa consiste nell’applicazione dei dispositivi, adesivamente ancorati ai denti chiamati brackets collegati tra loro da un arco metallico. Attraverso modifiche dei brackets e dell’arco che li collega si inducono forze che generano pressioni leggere ma significative sui denti, al fine di generare una reazione a catena che consenta di raddrizzare i denti. L’arco che unisce i brackets è il generatore delle forze e viene cambiato o attivato mediamente una volta ogni 6 settimane.

Fase 1
Gli archi di partenza sono composti di nichel titanio (particolare lega metallica che ha due peculiari caratteristiche la prima di mantenere la forma che le viene data dall’ortodontista (memoria della forma) la seconda una super elasticità); questo materiale innovativo ha permesso lo sviluppo della moderna ortodonzia.
Questi archi ci consentono di arrivare nella fase terapeutica vera più impegnativa per il paziente limitandone il disagio.

Fase 2
Gli archi che utilizziamo dopo la fase di allineamento dei brackets sono fili Elgiloy, una lega di Nichel Cromo Cobalto, e permettono pieghe pronunciate e ripetutamente attivabili, per ridurre i fastidi che il paziente può avvertire come frizioni o tensioni nelle sedute di cambio dell’arco.

Fase 3
A fine trattamento il paziente ha bisogno di stabilizzare il risultato ottenuto mediante contenzione mobile che è un dispositivo (esempio placca rimovibile o mascherina) da utilizzare di notte e per qualche ora di giorno per lasciare ai denti il tempo di ottimizzare il raggiungimento della loro posizione.
Le mascherine usate a tal fine non vanno portate per un lungo periodo.
La ragione che ci spinge verso questo approccio rimovibile è di non dover splintare (legare insieme) i denti a fine terapia per permettere una più semplice e corretta igiene quotidiana ed una “ fine cura” fisiologica non nascendo uniti tra loro i denti.


Ortodonzia dell’adulto, gnatologia e dolori cranio facciali

L’ortodonzia è indirizzata alle persone in età adulta che pensano di non poter risolvere i loro problemi perchè “il periodo degli apparecchi è in età adolescenziale”. Mai idea fu più errata; questo paragrafo è voluto e dovuto a completamento delle informazioni esposte ed apprese a fine lettura sull’ortodonzia fissa poiché risulta utile,se non necessario, affrontare una terapia completa o parziale pre protesica per avere il massimo risultato non solo in termini estetici ma funzionali veri e propri.
La domanda che pongo ai pazienti che visito ogni giorno e in cui vedo grandi potenzialità ortodontiche nonostante abbiano più di 15 anni è :

“E’ sicuro di voler perdere questa opportunità oggi che è ancora possibile”?

L’ortodonzia in età adulta può dover essere l’unica possibilità per ragioni decisamente non estetiche ma di salute: le disfunzioni dell’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM), ossia semplificando quei rumori o dolori appena davanti all’orecchio sono ripercussioni della malocclusione su occhio e orecchio in termini di disturbo e di cefalee muscolo tensive.

In questi casi la terapia inizia con un dispositivo rimovibile che funge da fisioterapia passiva, da “ stampella”, per raggiungere l’unica posizione mandibolare comoda per la funzione muscolare.
Questa fase è accompagnata, quando indicato, da manipolazioni specifiche sull’articolazione, sui muscoli masticatori e sulla cervicale.
Al raggiungimento della posizione mandibolare in cui il paziente ha più benefici si iniziano la terapia ortodontica fissa o la terapia protesica, entrambe atte ad eliminare le incongruenze tra la posizione in cui il paziente effettivamente ingrana i denti e quella in cui sta bene.