Ritrattamenti Canalari

Etharums ser quidem rerum facilis dolores nemis omnis fugats vitaes nemo minima rerums unsers sadips amets.

Slide background

Scopri quando e come

è possibile ritrattare un dente naturale

Endodonzia: Ritrattamenti Canalari

A cura di Dr Marmaglio A.

Il RITRATTAMENTO ENDODONTICO

Talvolta un dente devitalizzato può dare origine ad un processo infiammatorio cronico, di origine infettiva ( in corrispondenza dell’apice della radice o in sede periradicolare)che prende il nome di periodontite (conosciuto comunemente con il nome di granuloma.)

Questa situazione può essere del tutto silente, cioè non dare alcun segno o sintomo, ed essere individuata durante esami radiografici di routine (periodontite periapicale/periradicolare cronica) in altri casi può dare una sintomatologia acuta che va dalla lieve dolenzia del dente interessato, fino al dolore intenso, che non risponde ai farmaci analgesici, che nelle manifestazioni più complete viene accompagnato da gonfiore della guancia (periodontite periapicale/periradicolare acuta o ascesso periapicale odontogeno).

Quest’ultima si manifesta clinicamente con un evento algico particolarmente intenso che richiede una immediata terapia medica.

Queste infezioni croniche colpiscono prevalentemente (anche se tuttavia non è sempre così) denti precedentemente devitalizzati nei quali, all’interno del sistema dei canali radicolari, residuano materiale infetto (residui necrotici di polpa dentaria, batteri, tossine batteriche).

I batteri all’interno dei canali possono dunque sostenere un processo infiammatorio all’apice della radice che si può manifestare nei quadri enunciati. Dopo aver risolto l’evento infiammatorio acuto (nella maggior parte dei casi per mezzo di una terapia antibiotica sistemica) questi denti devono essere curati al fine di rimuovere le cause che sostengono l’infezione cronica: si deve procedere con un ritrattamento endodontico, cioè a dire che si deve eseguire il completo rifacimento della devitalizzazione, con l’obiettivo di eliminare la carica batterica presente nei canali radicolari, quindi risagomare,ridetergere e riotturare tridimensionalmente tutto il lume del sistema dei canali radicolari.

  • La prima fase della terapia è (come sempre in ambito endodontico!!!) la corretta esecuzione di una radiografia diagnostica/preoperatoria al fine di ottenere la maggior parte delle informazioni sull’anatomia del dente in esame,anatomie circostanti (seno mascellare,decorso nervo alveolare inf. ecc ecc)
  • successivamente si deve isolare il dente con la diga di gomma; è questo un presidio indispensabile per l’esecuzione di una corretta terapia il cui obiettivo è quello di disinfettare e detergere un sistema canalare, e dunque il primo passo da fare è quello di evitare di contaminarlo ulteriormente con i batteri di cui la saliva è ricca.
  • Dopo aver isolato il dente si inizia a rimuovere l’otturazione o la corona del dente da trattare e si esegue una corretta apertura della camera pulpare, al fine di ottenere un accesso diretto al sistema dei canali radicolari.
  • Rimozione di tutto il materiale presente all’interno dei canali; la rimozione di questo materiale si ottiene con dei solventi appositi coadiuvato dall’utilizzo di lime manuali o montati su manipoli ad ultrasuoni,strumenti dedicati con leghe speciali
  • successivamente si esegue una detersione e sagomatura dei canali radicolari per mezzo di irriganti disinfettanti quali l’ipoclorito di sodio 5,25% (un potente battericida), con dei chelanti (quali EDTA al 17%) con lime manuali in acciaio e con strumenti rotanti in nichel titanio azionati da manipoli elettrici con appositi riduttori.
  • L obiettivo ultimo,una volta asciugato completamente tutto il sistema endodontico è di sigillarlo tridimensionalmente attraverso un’otturazione canalare mediante guttaperca termoplasticizzata (riempitivo dei canali radicolari detersi e sagomati) e cemeneto endodontico (che funziona da sealer)
  • Dopo avere eseguito l’otturazione canalare si deve procedere al sigillo coronale (nuova otturazione, intarsio o corona), fase finale fondamentale che impedisce la re-infezione batterica dei canali stessi.

E’ molto importante monitorare nel tempo il ritrattamento, eseguendo radiografie di controllo a distanza che documenteranno le modificazioni morfologiche della lesione periapicale e consentiranno al clinico di pronunciarsi in merito alla guarigione e alla prognosi del singolo caso.

Il ritrattamento di un dente devitalizzato rappresenta sempre una terapia di grande difficoltà per l’operatore; numerose variabili rendono questa terapia estremamente indaginosa e presentano rischi di complicanze intraoperatorie (perforazioni, stripping, ecc) e/o successive al ritrattamento stesso.
E’ una terapia che richiede grande esperienza clinica ed è per questo che alcuni odontoiatri si dedicano principalmente od esclusivamente a questa pratica superspecialistica.