Sedazione semicosciente

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Diffidenza, ansia o fobia del Dentista?

L' Anestesiologia Odontoiatrica è la soluzione per te!

Sedazione semicosciente

A cura di Dr Ardigò M.

Lo studio dentistico suscita da tempo immemorabile diffidenza, ansia o persino fobia.
Le cause sono in parte contingenti, legate all’interazione tra paziente e ambiente; in parte vengono da lontano, traggono origine da quell’inconscio collettivo che storicamente si stratifica nel susseguirsi delle generazioni, manifestandosi soggettivamente nelle forme più diverse irrazionali e incontenibili.

Sono innumerevoli i mezzi che la scienza medica e la tecnologia hanno escogitato per far fronte al grave problema dei disagi del paziente odontoiatrico. I successi tuttavia, sebbene significativi si devono continuamente confrontare con nuove esigenze metodologiche e obiettivi sempre più ambiziosi.

Da qui è nata recentemente una branca medica specifica: la Anestesiologia Odontoiatrica.


Essa si avvale della collaborazione di una seconda figura professionale, l’anestesista-rianimatore, la quale si incarica di attenuare o sopprimere le sensazioni sgradevoli che il paziente può percepire durante le diverse cure. Soltanto da pochi anni la branca specialistica Anestesiologia Odontoiatrica ha sviluppato nuovi rivoluzionari mezzi di applicazione, applicabili in modo ripetuto in ambito odontoiatrico.

La sicurezza delle metodiche, la certezza della loro efficacia, la rapidità di induzione degli effetti, la correlata prontezza della loro estinzione e quindi la conseguente pronta dimissibilità del paziente trattato rendono questa nuova forma di collaborazione professionale facilmente realizzabile in tutti i comuni contesti odontoiatrici.

Le modalità di asisstenza anestesiologica al paziente odontoiatrico, realizzate sempre tramite tecnica di infusione totalmente endovenosa, si possono schematicamente suddividere in due principale forme: analgo sedazione controllata e anestesia generale


Analgo sedazione controllata

Il paziente si presenta cosciente,collaborante,sonnolento, profondamente ansiolizzato,tranquillo.


Anestesia Generale

Il paziente si presenta incosciente, non collaborante, assolutamente non reattivo e pertanto disponibile a qualsiasi procedura operativa.

Indicazioni Generali
Pazienti ansiosi,fobici,ipermetici,scialorroici, con difficoltà funzionale all’apertura temporomandibolare; pazienti anziani,disabili; pazienti che desiderano una significativa riduzione dei tempi di espletamento della procedura; pazienti neurotici,pscicotici, disabili non collaboranti,oligofrenici; pazienti in età pediatrica; pazienti da sottoporre a procedure protratte, articolate, complesse; pazienti che per motivi professionali o altro apprezzano il notevole contenimento dei tempi di esecuzione della procedura;pazienti affetti da patologie che beneficiano di assistenza neuro-funzionale,coronaropatie,diabete mellito, ipertensione arteriosa, gastroduodeniti etc.


Cenni procedurali

  • Prima visita con odontoiatra e prima diagnosi con proposta possibilità sedazione
  • Visita e valutazione da parte dell’anestesista
  • Appuntamento per intervento e cure in cui il paziente viene convocato 30 minuti prima per allestimento apparecchiature
  • Induzione anestesiologica
  • Inizio procedura cure
  • Fine procedura cure recupero farmacologico ed emersione coscienza
  • Dopo 20-60 minuti, dimissioni e ritorno al domicilio accompagnato


Chi ha inventato l’anestesia?

Era il 1846 quando nacque l’anestesia moderna, quella indotta usando gas: l’etere. Prima di questa data, subire un intervento chirurgico significava soffrire molto: il paziente rimaneva sveglio e semicosciente, se non del tutto cosciente. Per tentare di alleviare il dolore, per lungo tempo si utilizzarono sostanze stupefacenti come l’oppio, l’hashish e anche l’alcol.

Nell’ultimo decennio del Settecento si iniziarono i primi esperimenti di anestesia moderna con l’utilizzo del “gas esilarante” (il protossido di azoto) adottata ancora vedi “odontoiatria pediatrica”. Il primo a servirsi dell’etere fu Crawford Long nel 1842, che però non pubblicò i risultati ottenuti. Perdendo così la paternità di una scoperta che rivoluzionò la medicina.

Leggenda vuole che l’idea di servirsi di questo gas in ambito sanitario sia nata in un luna park, dove la sostanza era l’attrazione nello spettacolo di un saltimbanco. Nel 1846 l’etere iniziò a diffondersi grazie al dentista William Morton, su suggerimento del collega Charles Jackson il primo ad usare il gas per estrarre un dente