home > servizi > Odontoiatria senza paura > Anestesia nel paziente disabile
Responsabile: Dr. Marco Ardigò
Il dialogo e la preparazione psicologica del paziente disabile sono fattori fondamentali ma spesso non suffcienti.
Per capire meglio la problematica che andremo ad analizzare facciamo l’esempio di un ragazzo affetto da disabilità mentale che deve risolvere una carie dentale.
In questa tipologia di paziente la paura per il dolore è fortemente acutizzata e, non di rado, è la prima causa di rinuncia
Le reazioni possono essere imprevedibili ed anche violente in alcuni casi ed è quindi prioritario sincerarsi che il paziente non avverta dolore.
Se per un comune paziente avvertire dolore è una paura che riesce comunque ad affrontare e controllare, per un paziente disabile può diventare una vera e propria fobia se non trattata nel modo corretto.
E’ quindi fondamentale che all’interno dello studio dentistico sia sempre presente un anestesista che, al di là degli aspetti pratici, informi e spieghi con cura quali siano le soluzioni disponibili per arginare la paura del dolore.
Questa tecnica ad oggi non è diffusissima e necessita di personale altamente qualificato.
Ecco i vantaggi:
Da un punto di vista pratico la sedazione cosciente prevede la somministrazione di protossido di azoto (in basse percentuali) tramite una mascherina nasale; questo gas, comunemente chiamato gas esilarante, ha la caratteristica di tranquillizzare il paziente dimunuendo quindi ansia e paura.
In letteratura non sono presenti reazioni allergiche legate alla somministrazione di protossido di azoto. L’unica conseguenza che ha è un lieve formicolio a mani, piedi e punta della lingua.
Essendo una miscela di protossido d’azoto ed ossigeno a percentuali variabili non vi è pericolo nella sua inalazione, in quanto non viene metabolizzato dall’organismo e viene immediatamente eliminato tramite la normale espirazione.
Per completezza elenchiamo anche quelle casistiche per cui la sedazione con il protossido di azoto NON è indicata:
Possiamo quindi affermare con certezza che questa tecnica, sebbene non diffusissima, è diventata una grande alleata nel trattamento di pazienti non colaborativi e fobici ed è indicata, non solo per pazienti affetti da disabilità, ma per tutte quelle persone che vogliono provare una valida alternativa alle metodiche anestetiche standard.
Nei casi in cui il paziente si dimostri totalmente non collaborante e non sia sufficiente l’inalazione del protossido di azoto, l’unica alternativa per poter intervenire è rivolgersi ad uno studio specializzato che abbia nella sua equipe anche un medico anestesista.
Il medico anestesista, a seguito di una visita preliminare e in accordo con l’odontoiatra curante, deciderà se ritiene opportuno sottoporre il paziente a sedazione farmacologica controllata (sedazione semicosciente). Questa tecnica consiste nella sommistrazione di farmaci per via endovenosa che permette di mantenere il paziente in uno stato di semicoscienza al fine di poter effettuare le prestazioni odontoiatriche.
A eseguire questa procedura sono solitamente dottori laureati in medicina ed odontoiatria, alla presenza del dottore anestesista e aiutati dal personale paramedico; tutto ciò avviene in strutture apposite e dotate di sale operatorie complete. In genere questi interventi vengono effettuati anche nei reparti di maxillofacciale delle strutture sanitarie pubbliche (anche se si registrano mediamente delle lunghe attese per fissare gli interventi).